domenica, Ottobre 25, 2020

Restaurare un equilibrio millenario, nascondere sotto strati di pittura ad olio le tracce degli sventramenti umani che hanno generato una nuova morfologia naturale: cave di marmo, viadotti, ponti, sono immagini talmente consolidate da essere ormai quasi invisibili. Pietro Manzo con un processo a ritroso riporta ogni cosa al proprio Momento Zero.

Come fossero sassi di Richard Long, Manzo porta in galleria gli stessi frammenti di pietra che preleva dalle montagne sventrate. Dipinti ad olio su lastre di marmo, sfridi di cava recuperati dalle trivellazioni. La project room ospita quindi una serie di frattali su cui è dipinta l’immagine della montagna da cui provengono; singole gocce che contengono il DNA del corpo intero.

L’artista salernitano di stanza a Firenze torna con una nuova personale, questa volta con un focus sui luoghi naturali. Opening sabato 7 ottobre alle ore 18:30.

White Noise Gallery

Via dei Marsi , 20/22 • Roma

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Romano

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