martedì, Ottobre 20, 2020

ALLA BIBLIOTECA “VACCHERIA NARDI”
via di Grotta di Gregna 37, Roma – Tel. 0645460491

25 MAGGIO ORE 16,30

L’ARTE, IL TATTOO, IL CORPO “EPIDEMIA/EPIDERMIA”

Ne parleranno Carla Guidi, giornalista, e Pietro Zocconali, sociologo, con il fotografo Valter Sambucini, le cui foto verranno proiettate con la colonna sonora di musica elettronica del maestro Enrico Cosimi. Presenterà Tatiana Procacci dell’Associazione “Parole in piazza”
Ingresso libero

Il Tatuaggio come Identità, Memoria e Realtà del corpo
Da cinquanta anni a questa parte, e sembra trattarsi di secoli e secoli fa, tutto è cambiato; nelle società sempre più globalizzate stiamo vivendo in quella che il sociologo polacco Zygmunt Bauman ha chiamato, con un felice intuito, “società liquida”. Il consumismo è sempre più virale mentre un tempo, sempre più accelerato, sopporta le forti speculazioni finanziarie ed il bombardamento mediatico. Tutto ciò contribuisce ad indebolire la memoria individuale e culturale, il contatto con una realtà anche corporea, dato che la componente virtuale nelle comunicazioni è sempre più forte, mentre il consumo è ancora vissuto come una forma di espressione e di costruzione della propria identità, di cittadinanza, di riconoscimento sociale, riscatto e integrazione. In tutto questo il corpo viene sempre più immerso nel flusso della competizione tra le mode, anziché permanere veicolo di accesso al contatto sociale, alla spiritualità ed al patrimonio di memoria. Viceversa anticamente e per tradizione millenaria, il tatuaggio si legava a riti religiosi e di passaggio, a magie di auto protezione e scaramantiche, a status sociali e/di appartenenza, oggi invece ci si tatua prevalentemente per rendere indelebile un episodio, un ricordo, il ritratto di una persona, un nome o un momento particolare della propria vita, ma anche per abbellire il corpo e decorarlo, per imitazione quindi (moda) alimentando altresì un proprio mercato che compete con il business dell’abbigliamento ma permette un lavoro sempre più raffinato a tanti giovani artisti.
Pietro Zocconali, Presidente ANS Associazione Nazionali Sociologi, giornalista.

La tendenza erratica dell’arte ed il linguaggio della pelle
L’arte è un linguaggio prima di essere un oggetto di mercato. Le sue componenti, come ogni linguaggio, sono simboliche ed immaginarie, ma soprattutto la sua componente visiva mantiene molte attrattive ipnotiche, oggi alimentate soprattutto dall’invasione degli audiovisivi più o meno elettronici e mediatici. Domandandoci se sia morta la cosiddetta Arte moderna, sotto la pressione dell’iconofobia delle neoavanguardie, ci accorgiamo che adesso corre per le strade con la Street Art, si accoppia strettamente alla scrittura con il Fumetto d’autore, si teatralizza con le maschere dei Cosplayer, si mimetizza in immagini decorative, tribali o addirittura dotate di nitidezza fotografica, erratiche in quanto a tradizioni, ma permanenti sopra l’organo di senso più esteso del nostro corpo, per mezzo della mano di artisti esperti della Mimèsis o se si vuole del Trompe-l’œil. Come è potuto succedere che tale organo di confine, di protezione e di scambio sociale, citando Asley Montagu ed il suo documentatissimo La peau e le toucher (1971) e di nascita dell’Io, citando Didier Anzieu col suo Le Moi-peau (1985) divenisse infine luogo privilegiato per trasmettere messaggi? Molti accusano un decadenza epidemica, causa una sorta di regressione, ma forse troppo frettolosamente dimenticando la componente terapeutica propria dell’arte nel suo farsi simbolica, dove infine il tatuatore-catalizzatore-artista-stregone è chiamato in causa per guidare da vicino l’iniziato, attraverso un percorso di consapevolezza estetica e di spiritualità perduta, a riprendere contatto col proprio Sé.
Carla Guidi, giornalista, scrittrice.

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Romano

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