lunedì, Ottobre 26, 2020

In occasione del ROME WEEK ART 2017 Morsi d’ Arte continua il suo progetto di sperimentazione artistica: lo spazio espositivo diventa luogo d’ elezione, una Factory in cui gli artisti operano come in una grande bottega medievale. Un’ officina dove tutti sono mossi da un intento comune, l’ Arte in divenire, riflesso/manifesto di ogni epoca, esaltandone il rapporto dialettico con lo spettatore.

GARBITCH SALE.

Attraverso tecniche di derivazione avanguardista e ispirandosi al mondo della popular imagery

Rakele Tombini realizza GARBITCH SALE, a partire da GARBITCH (BE POP), un’ installazione concettualmente POP nel linguaggio e nel contenuto: l’ artista sceglie come soggetto/oggetto della sua creazione la dimensione fantastica di Barbie, icona di quella popular colture che si colloca nel mezzo di una frattura sociale fra il pre & post plastica.
In bilico tra rappresentazione e verità, Rakele Tombini realizza installazioni che sono ambientate, come set cinematografici, in “frammenti” di interni (o di esterni) costruiti con mobili, oggetti di uso comune “prelevati” direttamente dalla vita quotidiana delle donne, prima di essere gettati nell’ immondizia, per poi essere “barbizzati” con l’ uso della vernice rosa shocking (l’ utilizzo del colore appare intrinseco alla consistenza materiologica).
L’ artista propone “complessi plastici”, con l’ implicazione cromatica del rosa accentua il parallelismo tra Barbie e GARBITCH, costituzioni esplicitamente oggettuali in cui istituisce o compone elementi esistenti che dialogano con l’ ambiente esterno: l’ opera d’ insieme risulta essere data dall’ espansione dell’ intervento plastico-pittorico alla totalità ambientale di uno spazio.

La galleria diventa un supermarket e l’ opera d’ arte scende dal piedistallo, si assiste ad un spostamento concettuale del suo reale valore: la creazione non viene più celebrata ma, poiché oggetto POP
desunto dalla quotidianità, assimilato a merce, (s)vendibile sullo scaffale di un supermercato.

Lo spettatore è parte integrante dell’ installazione, Rakele Tombini osa, ironizza, come un silente regista costruisce un set cinematografico, apparentemente senza attori. Un supermercato dove il fruitore diventa componente attiva della svendita (dell’ opera) d’ arte. Non più un futuro in cui ognuno sarà famoso per quindici minuti, ma un presente in cui le Icone sono svendute ed essere POPular è solo una questione di #like.

Con GARBITCH SALE da un lato si assiste al tentativo di rinsaldare il rapporto tra arte e vita, trascinando la seconda nella prima, in una condizione di reciprocità; dall’ altro, alla riflessione sul senso e sulla destinazione dell’ opera d’ arte e sui caratteri della comunicazione visiva.

Curatore e testo critico Ilaria Giacobbi per Morsi d’ Arte

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Romano

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